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Sarabanda

15/05/2008

Dodicimila volte Kiss: rock fiamme, sudore e trucco

Il gruppo di Gene Simmons e Paul Stanley celebra con un live esplosivo 35 anni di carriera. "Siete pronti per una notte di rock'n'roll?". Alla domanda dei Kiss, la risposta dei 12mila fan in Arena non può essere che un sì fragoroso che rimbomba nell'anfiteatro da tutto esaurito.

Per una volta, lo spettacolo precede lo show vero e proprio, con migliaia di ragazzi e adulti truccati come i quattro della band di New York City; tra il pubblico c'è anche un bambino di 5 anni, dipinto come Tommy Thayer (l'uomo dello spazio" alla chitarra elettrica, il solista della band) con un paio di cuffie sulle orecchie. Il suono dei Kiss è infatti spaventoso, nel senso che mette paura per l'intensità. L'attacco dello show fa tremare l'Arena. Deuce, Strutter e Got to choose riportano il rock'n'roll dalle parti dei Rolling Stones, dei New York Dolls e degli Stooges. Certo, i Kiss, da parte loro, a questo rock sudicio, sbrindellato e sfrontato ci aggiungono fiamme, esplosioni, fuochi d'artificio e un trucco che il sudore non scalfisce. "Manchiamo dall'Italia da anni - confessano all'inizio, un po' ruffiani ma in fondo, che importa? - ma voi siete parte della famiglia e noi vi teniamo nel cuore". Poi parte la celebrazione dei 35 anni della loro carriera con la riproposizione (quasi) per intero del disco di culto Alive!, l'album che nel 1975 segnò l'inizio dell'ascesa inarrestabile della band. Gene Simmons, lingua di fuori e suoni gutturali, è il demoniaco capo del gruppo ma il vero mattatore della serata è Paul Stanley, il chitarrista ritmico nonché cantante. Su due "zatteroni" che metterebbero in difficoltà anche Amanda Lear, si muove in maniera scandalosa, con mosse da ballerina di lap dance, tra urletti e giravolte, suonando la chitarra in maniera sfrontata, quasi fosse una delle tante cose che ha da fare sul palco. Stanley arriva a far roteare il microfono fino a tendere il filo intorno alla gola, mostrando trucchi che fanno parte di una maniera ormai perduta di affrontare un rock show. Con i botti, i fuochi artificiali, i coriandoli e tutte le altre trovate sceniche, i Kiss rappresentano infatti un vero e proprio cimelio dell'età d'oro della musica leggera, quando nel rock c'era ancora il roll e negli spettacoli c'erano elementi circensi e qualche reminescenza dei freak show, con esseri strani e bizzarri, quasi dei "mostri", a tenere viva l'attenzione del pubblico. Una specie di circo folle, carico di watt che nel rock omogeneo di oggi non ha più posto. Buonanotte, Kiss; da domani si torna alle band tutte uguali di MySpace.

di Giulio Brusati
Fonte: L'Arena - il Giornale di Verona - Mercoledì 14 Maggio 2008


C'ero anche io! C'era il mio amico Dino e il Coach! C'era Giamba che mi ha attaccato la "legionella"! C'era C'Arlo, anche se Rock'n'Roll All Night l'ha sentita mentre cercava parcheggio fuori dall'Arena! Credo che sia stato il concerto piu' divertente e coinvolgente a cui abbia mai assistito, una grande delirante festa! Bel posto, bel clima, bella gente. E pensare che fino a 3 mesi fa manco li cagavo i Kiss. Sono dei grandi!

Vince